A $400bn (£240bn) plan to provide Europe with solar power from the Sahara moved a step closer to reality today with the formation of a consortium of 12 companies to carry out the work. The Desertec Industrial Initiative (DII) aims to provide 15% of Europe’s electricity by 2050 or earlier via power lines stretching across the desert and Mediterranean sea. (via Solar power from Sahara a step closer | Business | guardian.co.uk
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A $400bn (£240bn) plan to provide Europe with solar power from the Sahara moved a step closer to reality today with the formation of a consortium of 12 companies to carry out the work. The Desertec Industrial Initiative (DII) aims to provide 15% of Europe’s electricity by 2050 or earlier via power lines stretching across the desert and Mediterranean sea. (via Solar power from Sahara a step closer | Business | guardian.co.uk

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Nel centro storico dell’Aquila non è partito il programma di demolizione degli edifici ormai irrecuperabili. Non è partito il restauro degli edifici privati, di quelli pubblici, nè di quelli di interesse artistico ed architettonico. E sono tanti. In molte zone le strade sono state ripulite e le macerie ammassate al centro di una piazza o all’angolo di una strada. La Regione Abruzzo ha dato disposizione per ampliare i siti dove potranno essere conferiti i resti degli edifici terremotati, ma per il momento l’operazione non è ancora partita. Il primo problema della “zona rossa” è proprio questo: togliere le macerie. I Vigili del fuoco lavorano senza sosta per cercare di proteggere tutti quegli edifici di straordinaria bellezza - le chiese, le cattedrali, i palazzi storici - dall’inevitabile. Dopo un primo assaggio amaro di autunno e un paio di settimane quasi estive, all’Aquila sta per arrivare il freddo, la pioggia, l’inverno
Il re è morto

viva il re: per chi ha visto The gorilla King Titus è stato un personaggio di epica intensità: quando daremo qualche diritto ai grandi primati sarà sempre troppo tardi.

Sembrava quasi gracile, invece è diventato un gigante e il leader del suo gruppo. Il re. Si sa che ha avuto più figli di ogni altro gorilla conosciuto. E a lui viene ascritto il merito di avere condotto la sua tribù in salvo, lontano dalla zona dei combattimenti, durante la guerra civile che portò al genocidio del 1983 in Ruanda. Titus fu il re dei gorilla per 15 anni. Poi, come in un dramma degno di Shakespeare, il trono fu usurpato da uno dei suoi figli, Kuryama.

E in effetti è sempre stato un mistero come certe persone possano sopportare i ritmi della veglia ininterrotta per ore senza accusare più di tanto la stanchezza. Ora finalmente è spiegato. Si tratta di una mutazione di un gene che regala una resistenza maggiore senza alcun effetto collaterale e senza bisogno di alcun aiuto per risvegliarsi. Questa mutazione però sta lentamente scomparendo: è stata riscontrata infatti in meno del 5 per cento degli esseri umani. LO STUDIO - Lo studio, pubblicato sull’ultimo numero di Science e condotto dai ricercatori dell’Università di California, ha analizzato migliaia di campioni di sangue, riscontrando una mutazione genetica in solo due persone, madre e figlia, rispettivamente di 70 e 40 anni. Nelle due signore è stata infatti trovata una variazione del gene DEC2, già noto per il suo ruolo nella regolazione del ritmo circadiano. A conferma della funzione di questa mutazione le due donne hanno dimostrato di avere un rapporto con il sonno decisamente anomalo, andando a dormire alle 10.30 della sera e svegliandosi alle 4.30 del mattino assolutamente riposate. Ma la caratteristica peculiare delle due instancabili signore sta soprattutto nel fatto che, grazie a questo gene, non hanno alcun bisogno per svegliarsi di caffè o di sveglie e tendono ad aprire gli occhi dopo poche ore di sonno naturalmente, guadagnandosi la definizione di naturally short sleepers.
Cosa non voglio vedere su Repubblica (1)
Spoiler su House (o Lost se è per questo)

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